Consiglio Pastorale: cosa sei e cosa fai?

Capita di sentire don Claudio annunciare che è imminente la riunione del Consiglio Pastorale e sollecitare i fedeli a pregare il Signore perchè assuma decisioni giuste e utili per la comunità. Il significato di questo organismo collegiale è duplice: da una parte costituisce l'immagine della fraternità e della comunione dell'intera parrocchia; dall'altra è lo strumento della decisione comune pastorale, sintesi tra il ministero della presidenza, demandato al parroco, e la corresponsabilità di tutti i fedeli. Quest'ultimo aspetto è così forte che, per decisione condivisa e unanime, il gruppo lavora come una famiglia allargata e, come in ogni buona famiglia, il confronto e il dialogo sono aperti. Ognuno senza condizionamenti, è libero ed è tenuto ad esprimere la sua opinione: nel Consiglio non c'è posto per l' "io". E' solo accogliendo questa visione e superando i particolarismi che si realizza l'armonizzazione delle diversità. Dalle proposte liberamente espresse e dal confronto delle idee nascono le decisioni per la vita della parrocchia: dall'organizzazione della liturgia, al calendario dell'anno catechistico, alla disponobilità a concedere l'utilizzo del salone parrocchiale per eventi e/o manifestazioni, alla condivisione delle iniziative promosse dal gruppo Caritas, ecc. ecc. ecc. Si lavora, dunque, in e per la parrocchia; se si commette, a giudizio di un osservatore esterno, qualche errore o si prende una decisione che non riscuote il consenso di tutti, non c'è assolutamente dolo, ma solo buona fede e amore per la comunità.

 

Di Aurora Vittorini tratto dal giornalino parrocchiale: "Per...chè suona la campana".

 

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